venerdì 15 dicembre 2017

Pauperismo

Una signora sui 70 anni, l'altro giorno, ha comprato per il marito "un orologio semplice, tutto in plastica, per tutti i giorni che costi poco". Spesa: 29 euro, lei era molto felice, è anche un modello carino con un cinturino un po' lavorato.

Torna oggi per sostituirlo. Motivo: "Mi ha detto che costa troppo e si sente bloccato nell'usarlo, lui vuole essere libero di rovinarlo come vuole, un orologio così ha paura di rovinarlo. Ne vorrebbe uno tipo del mercato, uno da 4-5 euro, perchè se lo rompe non vuole avere ripianti, lei per caso ne ha su questa cifra?"

No, non ne ho, orologi da 4-5 euro.
E allora la signora ha detto che si è rotta le palle a fargli i regali, e lo cambia con uno che si terrà lei, alla fine si compra un orologio che costa il doppio e va via tutta felice. Ma fra una frase e l'altra, dice che il marito può arrangiarsi, che lei non gli farà più favori, che è un ingrato e che genericamente può andarsene affanculo.
Mi associo agli auguri.

mercoledì 15 novembre 2017

Gli effetti del mio lavoro sulla vita privata

Come ribadisco spesso, per me il lavoro finisce quando tiro giù la saracinesca - per la pausa pranzo o per la chiusura serale - appena esco dal negozio non amo parlare del mio lavoro, anche perchè io di mio ho poco da dire (lo dico tutto su questo blog), e perchè quello che mi chiedono gli altri non mi importa mai o son sempre frasi di circostanza.

Comunque. A 100 metri dal mio negozio, c'è un ristorante che fa la migliore pizza della città. Non accetto discussioni: è la pizza migliore, e non lo dico perchè il proprietario è nato nello stesso paese di mio padre, un paese che di pizza (e mozzarelle) se ne intende veramente tanto.
Il pizzaiolo in realtà è egiziano, ma le materie prime sono di prima qualità, e la pizza è fantastica. Il pizzaiolo è un mio cliente: la prima volta che è passato un paio di anni fa, non credeva al fatto di vedere me al lavoro. Ha comprato alcune cose per sè, un orologio per la moglie... gli faccio sempre lo sconto, e lui mi ricopre la pizza di mozzarella.

Qualche tempo fa ero davanti alla sua postazione di lavoro, stavo aspettando la mia pizza, in un momento di calma del ristorante. Lui mi dice che "a breve dovrà passare in negozio", ed un cameriere chiede che lavoro faccio. Risponde il pizzaiolo, dicendo che lavoro in un negozio di orologi.
In quel momento, i camerieri iniziano ad uscire dalle fottute pareti. Pure uno dei cuochi. Ma che cazzo hanno, le antenne?

E iniziano con i discorsi teorici che odio, basati su descrizioni vaghe dei loro problemi:

"Ahh, hai un'orologeria? Ne cercavo proprio una...
(in tutta onestà e ingenuità, penso "cavolo un nuovo cliente, bene", gli sto già per offrire sconti)
... devo far stringere un cinturino, tu lo sai fare?"
(ma vaffanculo, sì che lo so fare)

"Il mio orologio ha qualcosa che non va, posso passare?"

"Ma vendi anche i bracciali in acciaio?"

"Adesso so dove portare le pile"


Al di là dello scoglionamento provocato da tutte queste frasi, il risultato è che nei giorni successivi sono venuti veramente.

Uno ha portato SEI orologi a cui cambiare la pila. Sei orologi di merda che costavano meno della pila stessa - due non funzionavano e ovviamente c'era il sospetto che fosse colpa mia, e degli altri ha sottolineato il costo delle pile.

Uno ha mandato il figlio con un falso rolex rotto, insisteva sulla riparazione.
E' venuto il giorno dopo il padre, insistendo ancora sulla riparazione. Io insistevo che i rolex falsi ("anche quelli fatti bene") non li riparo, e lui è uscito scazzato.

Uno cercava un cinturino di metallo per un orologio con cinturino in pelle integrato. Non si può mettere, tanto quanto lui non si metteva il cuore in pace.

Insomma di tutti questi rompicoglioni, non ho potuto soddisfarne nessuno.

Il risultato? Ora quando vado (settimanalmente) a prendere la pizza, a parte il piazzaiolo (che alla fine non è nemmeno ancora passato!), sento un certo clima teso con i camerieri, perchè non li ho soddisfatti e anzi un paio mi hanno pure portato a rispondere in maniera un po' tesa (se non li avessi conosciuti, li avrei direttamente sfanculati, alla quinta richiesta "eddai che ti costa provare a metterlo, un cinturino in acciaio").
E tutto questo, perchè è sfuggito a qualcuno il segreto sul lavoro che faccio.

Fanculo.

giovedì 2 novembre 2017

Diagnosi Solare

"Buongiorno, il mio orologio a carica solare non funziona bene. Ogni tanto va, poi si ferma, a volte la lancetta va a scatti, ma spesso si ferma."

Lascio a voi, colleghi ma anche completi neofiti del mondo dell'orologeria e dei modelli a carica di luce, una diagnosi.



A volte mi chiedo se mi prendano semplicemente per il culo.
Poi, ancora più spesso, mi chiedo cosa stracazzo facciano con i loro orologi.

mercoledì 11 ottobre 2017

Anche i ricchi puzzano

Orologio da 498 euro.
Non penso di dover aggiungere altro.

EDIT: voglio specificare che la foto è stata scattata mentre cambiavo il cinturino. Non è che questa fibbia me l'abbia lasciata da buttare. Ho montato (con i guanti) il cinturino nuovo, e senza nessun problema il proprietario si è rimesso al polso questo oggetto.



Siccome vi voglio bene, un ingrandimento.



Delle condizioni del cinturino è superfluo parlare.
Fate le vostre congetture su COSA CAZZO E' QUELLO SCHIFO QUI SOPRA.

martedì 3 ottobre 2017

La solita storia dei falsi rolecs


Sono sicuro di aver narrato un evento simile già una volta, tempo e tempo fa, perchè è un grande classico. Succede un paio di volte a settimana, che qualcuno porti un Rolex falso e chieda riparazioni - cosa che mi rifiuto di fare. Questo però, dopo tanto tempo, mi ha dato fastidio sul serio ed è quasi finita a male parole.

Signore elegantissimo, pure ben profumato. Si toglie dal polso un Rolex decisamente falso. Non sfacciatamente falso, ma un occhio che ne vede parecchi (o un appassionato di Rolex), lo nota subito.

"Buongiorno, mio figlio mi ha regalato questo Rolex, ovviamente non è originale, ma ora non si avvita più la corona e vorrei ripararlo."
"Mi spiace, ma non possiamo eseguire riparazioni su questo tipo di orologi"
(per una questione di tatto, non dico mai a nessuno le parole "rolex falso" oppure "orologio falso", perchè a volte non si rendono conto che il regalo ricevuto è un falso, altre volte si offendono se glielo si fa notare, quindi per abitudine uso sempre il termine "questo tipo di orologi")
"Ma questa non è una orologeria?"
"Sì, ma non possiamo tenere in casa nè dare in laboratorio questo tipo di orologi"
"Ma allora è solo un rivenditore di orologi, non una orologeria."
"Siamo un negozio di orologi, e non possiamo tenere in casa orologi falsi."
"Devo andare da qualcuno che sia capace di fare questa riparazione."
"Deve andare da qualcuno che abbia piacere a tenere in casa un orologio falso, che è una cosa illegale."
"Un orologiaio vero ripara tutto quel che gli si porta."
"Deve innanzi tutto essere un orologiaio che non ha problemi a tenersi in casa un prodotto falso, che gli potrebbe procurare problemi in caso di controlli."
"E deve essere capace, lei probabilmente vende solo orologi."
"Io le sto dicendo che possedere materiale falso è un reato, e per un negoziante è un reato doppio. Di certo non mi faccio chiudere il negozio per riparare un rolex falso, che poi si inizia a riparare una cosa e se ne rompe un'altra. Non creda di avere in mano un movimento Rolex."
"Cercherò una vera orologeria."
"E allora arrivederci, benissimo."

Coglione, ma vieni a fare l'intenditore con me, quando sei tu che hai al polso un Rolex falso e che dovresti vergognarti?
Fai tutto il sofisticato, e hai un prodotto contraffatto e illegale al polso? Vai, vai, sono sicuro che troverai tantissimi "veri orologiaio" che non vedranno l'ora di sistemarti il tuo pregiato prodotto. Forse ti pagheranno pure, per l'onore di tenere in caso un Rolex così bello e poterci mettere su le mani.

Per la memoria storica, ecco una casistica di persone estremamente sgradevoli con al polso un rolecs.

Capire Quel Che Si Vuole (Aprile 2010)

La Replica (Febbraio 2014)

Il Dramma Del Tecnico (Aprile 2009)

Tutto Sbagliato (Giugno 2017)

martedì 26 settembre 2017

Autoveicoli contro orologi contro telefonini

Mi chiedo spessissimo quali siano le logiche del consumatore nei confronti di certi oggetti. Per chiarirci, ecco la comparazione di alcuni casi.

Autoveicolo di 16 anni, ha qualche problema.
"Uhm, temo che dovrò iniziare a pensare di dover cambiare la macchina."
Telefonino di 2 anni fa, non funziona benissimo.
"Devo cambiarlo."
Orologio di 16 anni fa, non funziona benissimo.
"Funziona da 16 anni, direi che sia un orologio che funziona, quindi non è possibile che ora non vada più, nessuno deve osare dirmi che non funziona."

Autoveicolo senza benzina, si ferma in mezzo alla strada.
"[bestemmie] Sono un coglione perchè non ho dato retta alla spia che si accendeva, ora devo o camminare fino ad un distributore, o chiamare il carro attrezzi. Sono un coglione."
Telefonino si scarica mentre sei al parco, non puoi più usare wazzap.
"Che coglione, non mi ero accorto che si stava scaricando. Spero i miei amici sopravvivano fino a questa sera, quando finalmente lo ricaricherò. E ora cosa faccio, in questo pomeriggio vuoto?"
Si ferma l'orologio, a tre anni dall'ultimo cambio pila.
"Oddio com'è possibile, probabilmente è rotto, ma per 16 anni è andato, è impossibile che una cosa che va per 16 anni poi non funzioni più!"
Si ferma l'orologio, a tre mesi dall'ultimo cambio pila.
"Quel bastardo dell'orologiaio mi ha messo una pila difettosa, perchè questo è un orologio che va da 16 anni, è impossibile che una cosa che va per 16 anni poi non funzioni più!"

Autoveicolo appena ritirato dopo la revisione, sbagli la curva e finisci contro un palo.
"[bestemmie] Ma come cazzo ho fatto? L'ho appena ritirata dal concessionario, e ora devo già tornarci. Sono un coglione, e maledetto il palo messo lì in curva."
Telefonino appena comprato, dopo la prima carica lasci attaccato il filo e ti cade per terra il telefono, si incrina il display.
"[bestemmie] mi sa che mi costa meno comprarmi già un telefono nuovo..."
Orologio ritirato 3 giorni fa dopo il cambio pila, ti cade per terra e non funziona.
"Ma guarda questo bastardo dell'orologiaio, mi ha messo una batteria che non dura niente, e magari me l'ha anche tutto pasticciato dentro e adesso non funziona più. Speriamo sia una riparazione in garanzia, io ho i miei diritti di consumatore. E poi questo orologio ha 16 anni, vuol dire che è un buon orologio."

Da queste casistiche (di cui ok, ho informazioni di prima mano solo su una tipologia), si deduce una cosa semplice: gli orologi sono oggetti eterni, non prevedono usura o guasti, e se succede qualcosa è sempre colpa dell'orologeria, che complotta ai vostri danni, o semplicemente è gestita da un incompetente.
Se lavorate in un negozio di telefonini o da un meccanico, sfogate pure qui i vostri paragoni (perchè immagino benissimo che i complottisti sapientini siano diffusi ovunque). Ma di sicuro, io non devo osare dire a nessuno che il loro orologio ha qualche problema. Soprattutto se è un orologio che ha almeno 16 anni di vita.

giovedì 14 settembre 2017

Cose successe d'Estate, e alla riapertura


Ho riaperto un paio di settimane fa, e non ho ancora tirato il fiato. Parlerò di questo dopo. Prima di tutto, due eventi estivi.

1.

(riferitomi da uno che abita di fronte al negozio)
16 Agosto, dalle 10.00 alle 10.20 un vecchio staziona davanti alla saracinesca chiusa. Il tizio che abita di fronte lo nota, e quando esce per i fatti suoi viene approcciato proprio dal vecchio.
"Scusi, ma lei sa se il negozio ha chiuso?"
"Penso sia in vacanza, è il 16 Agosto"
"Ma quindi non ha chiuso per sempre?"
"Non so, ma è il 16 Agosto"

Ha fatto in tempo a dirgli che doveva cambiare una pila. Così, a uno sconosciuto che abita di fronte ad un negozio. Vabbè.

2.
Pochi giorni prima della riapertura, sto lavando i vetri. Attività RISCHIOSISSIMA per me, lo faccio di Lunedì mattina in cui comunque il negozio "sarebbe" chiuso, ma al solo pensiero che qualcuno mi rivolga la parola relativamente al negozio, mi girano le palle.
E infatti.
Vecchio in bici.
"Scusi, apre?"
"Sì, fra tre giorni, è scritto sul cartello."
"Le posso lasciare un orologio per la pila?"
"No, mi spiace, il negozio è chiuso, non ho possibilità di prenderlo"
"Ma le saracinesche sono su!"
"La saracinesca della porta è chiusa, questa è su perchè sto lavando i vetri. Il negozio è chiuso."
"Ma è solo una pila"
"Apro fra tre giorni, grazie" (ma vaffanculo, chi ti conosce)

3. La riapertura.

Niente, un delirio. Il primo giorno ho preso 48 pile, e si è ottenuto un record abbastanza inquietante: i primi ventitre clienti (23) hanno portato pile. Nessuno dei primi ventitre è venuto per altro.
Poi ok, quel giorno ho anche venduto l'orologio più costoso che avevo in negozio.
Il trend sta andando avanti tutt'ora: è un vero e proprio massacro, insostenibile, si viaggia costantemente sui 70 clienti al giorno e sulla quarantina di pile (vuole anche dire che al momento stanno ancora portando più pile di quante non ne ritirino, e sto iniziando ad esaurire lo spazio).

Quindi: soldi ne sto facendo, con questa riapertura. Sono l'unica motivazione che mi porta a tirare su la saracinesca la mattina. Però non so quanto potrò sostenere, ancora una volta e per 11 mesi, questi ritmi. Boh, vedremo, sono ancora piuttosto fresco per volermi abbattere (e i soldi sono sempre un buon lubrificante), ma prima o poi dovrò sistemare qualcosa. Inizio a pensare che nell'intera città, ad esclusione dei cinesi, non ci sia più nessuno che cambi le pile.
Un dato piacevole della prima settimana, è che per 7 interi giorni non ci sono stati veri e propri "rompicoglioni". Insomma, sembrava un negozio normale, in cui c'erano transazioni. Dalla seconda settimana, siamo tornati alle classiche lamentele per tutto, al vittimismo, i dubbi su quanto io lavori bene, e tutte le troiate varie. E' pure tornato "Rambo", figuriamoci. E' già tornato 3 volte, dopo un 3 anni che passava ogni singolo giorno a guardare le vetrine, ma senza entrare.


giovedì 10 agosto 2017

Analfabetismo Funzionale, sempre


Se mi leggete da un po', saprete quanto mi dia sui nervi l'analfabetismo funzionale. O la semplice deficienza delle persone.
Quando devo scrivere un cartello, cerco di usare meno parole possibili e le più semplici possibili, perchè già dopo la terza immagino che il cretino medio vada in confusione.

Quest'anno chiuderò per ferie il negozio la sera di Venerdì 11. In tanti arrivano a Sabato, è naturale, e capisco la mia sia una scelta inconsueta, ma Sabato pomeriggio io parto per luoghi sconosciuti, e quindi chiudo il Venerdì. Data questa scelta, per evitare ai clienti di venire il Sabato e cadere dal pero e piangere per l'orologio sequestrato, è dal 25 Luglio (!!!) che ho affisso in vetrina (anzi, sulla vetrina e sulla porta) un semplice cartello:

CHIUSO PER FERIE
da
SABATO 12 (compreso)

Poi a tutti i clienti ho ribadito che Venerdì sera chiudo, eppure a un giorno dalla chiusura ho almeno una quarantina di orologi che mi rimarranno qui tutta l'Estate.

Ma ciò di cui voglio parlare è un commento sentito un pomeriggio mentre tornavo al lavoro, con la saracinesca della vetrina alzata. Era il 26 Luglio. Passano due tizie, mentre io armeggio con il portone per parcheggiare il motorino:

"Oh, ma hai visto? E' già chiuso per ferie!"
"Ehhh, e chissà quando poi torna al lavoro! Le fa belle lunghe"

E con il sonoro vaffanculo (interno) a ste tizie che non riuscivano a comprendere il significato di 7 parole, di cui due preposizioni e un numero, auguro una buona pausa a tutti.

A presto (purtroppo...).

venerdì 4 agosto 2017

Change Battery (or die tryin')

Come FORSE avrete sentito, stiamo vivendo giorni più caldi dell'Estate. Oggi arrivo sul posto di lavoro alle 9.22. Sì, noto che c'è una vecchia seduta su una sedia in mezzo alla strada, ma me ne disinteresso.
Solo che mentre apro il portone, il barista di fronte a me dice "Ciao P, ti sto intrattenendo una cliente, che in attesa della tua apertura ha avuto un calo di pressione."
Il mio "Davvero, grazie, che bello" probabilmente gela l'intera via.

E infatti, alle 9.30 e 2 secondi entra la vecchiarda. Chiede una sedia, gliela porgo. Respira a fatica, ma riesce a dirmi cosa succede: deve cambiare una pila.

Ovviamente.

Ma vale la pena rischiare la vita per una pila del cazzo? In generale, vale la pena uscire in questi giorni, se hai 90 anni? Non ascolti i consigli di Studio Aperto?

Eppure, pensate. Non ditelo a nessuno. Visto che tanto doveva stare seduta per riprendersi, e siccome non c'era nessuno, le ho cambiato la pila subito. Non la volevo davvero sulla coscienza. Questo probabilmente salverà la mia anima immortale per la buona azione, ma condannerà il mio corpo ad atroce fatiche quando la vecchia andrà in giro a raccontare che, sì, faccio le pile subito. Non ditelo a nessuno.

giovedì 20 luglio 2017

Il trucco magico

(sottotitolo: mentire sempre, spudoratamente, senza ritegno)

Viene un tizio con un orologio in mano. Lo tiene ancora in mano, mentre cerca di spiegarmi che, non sa come, gli si è girata la chiusura. Non capisco, gli chiedo di mostrarmelo.

Eccolo.





"Non so come"
"Ma io non gli ho fatto niente"
"Ad un certo punto era così"


Queste sono state le risposte alle mie domande di come (cazzo) sia stato possibile che un cinturino si sia aperto da solo, si sia girato da solo, e si sia richiuso nel modo sbagliato.

Non è che era andato da qualche "collega" incompetente per la pila, eh. Assolutamente no. E' pura magia.

Gli costerà due euro.

(oltre al grande mistero di come sia stata possibile questa magia, rimane il mistero su chi fosse il "collega" e quanto (cazzo) sia incompetente, per rimontare un cinturino evidentemente al contrario, sfidando qualsiasi logica umana e professionale)